LA CHIESA DIVIENE PARROCCHIA

La chiesa di S. Antonio in Circonvallazione Appia è divenuta Parrocchia nel 1988 e affidata ai Padri Rogazionisti. Primo Parroco è stato Padre Gioacchino Chiapperini che con abilità ha dato vita alla nuova Parrocchia e ha saputo dirigere la comunità con impegno e responsabilità. Ricordiamo la visita di Papa Giovanni Paolo II alla nostra Parrocchia, che ha suscitato profonda emozione in tutti i parrocchiani. Nel settembre 1996 Padre Gioacchino ha passato il testimone a Padre Antonio De Vito, che dopo venti anni di vita missionaria ha diretto la nostra Parrocchia con dedizione e disponibilità. Ha dato anche grande impulso alla Caritas, infatti i suoi volontari si sono distinti nella raccolta di viveri e vestiario da consegnare ai poveri. Nel 2002 Padre Mario è stato destinato alla direzione della nostra Parrocchia e con lodevole impegno e disponibilità ha svolto la sua missione pastorale. Con lui il 16 maggio 2004 abbiamo vissuto con trepidazione l’avvenimento solenne della canonizzazione di Padre Annibale Maria di Francia. Ha affrontato l’onere notevole della ristrutturazione della Parrocchia, riportandola ad essere decorosamente degna della Casa di Dio. I lavori iniziati nel febbraio 2005 sono terminati nel giugno 2008. E’ stata eseguita la ristrutturazione del presbiterio, la sistemazione di un fonte battesimale fino a poco fa inesistente e il posizionamento del tabernacolo in modo più idoneo e funzionale. Luminosa nella sua nuova tinteggiatura con i marmi lucidati e impreziositi nella navata centrale di porfido pregiato, si presenta oggi in bell’aspetto.  Il fonte battesimale è posizionato ai piedi del presbiterio. Di semplice ed elegante architettura è rivestito di marmo, ornato da un bel mosaico raffigurante due colombe che bevono nella stessa coppa, simbolo della Comunità da cui attingiamo. Significativa l’incisione in oro dell’immagine di una antica lampada e la citazione del Salmo 119-105:” Lampada per i miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino” Al centro del presbiterio un nuovo altare dalle linee sobrie e allo stesso tempo raffinate invita al raccoglimento e alla riflessione come pure la scritta “O CRUX  AVE  SPES UNICA” (Salve o croce unica speranza) che si nota nella parte alta dell’altare.  In basso invece è posta un’urna contenente le reliquie della Croce, di S. Antonio, di S. Annibale e di altri santi. Tale urna è posizionata fra un bassorilievo di due angeli in atteggiamento di preghiera.  Nelle due nicchie ai lati dell’altare sono stati sistemati dignitosamente da una parte il tabernacolo, arricchito da un mosaico che tende ad attirare l’attenzione sulla presenza di Gesù Eucaristia; nell’altra un’urna contenente gli oli sacri, anch’essa impreziosita da un mosaico che raffigura S. Annibale. Nessun particolare è stato trascurato nell’armonia dell’insieme.  I lampadari tirati a lucido, le panche nuove, come i confessionali più comodi e funzionali completano l’ambiente. Anche la facciata è stata accuratamente ripulita e rinnovata.  Molti altri lavori di manutenzione e riparazione, meno appariscenti ma altrettanto importanti sono stati effettuati fino ad arrivare ai risultati che tutti possono vedere.  Si può dire che la Parrocchia di S. Antonio di Padova a Circonvallazione Appia “in così bell’aspetto ed in piena forma” è veramente pronta, in occasione della festa di S. Antonio, il 13 giugno 2008, per festeggiare i 70 anni dalla sua inaugurazione, il 14 maggio 1938, e i 20 anni da quando è divenuta Parrocchia. Inoltre il 14 giugno 2008, S. E. il Cardinale Angelo Comastri ha presieduto alla Celebrazione Eucaristica di consacrazione della nostra Chiesa con grande affluenza di fedeli. Ne rende testimonianza la lapide in marmo posizionata vicino all’uscita della chiesa.

Nel settembre del 2008 Padre Luigi Di Bitonto è passato alla guida della nostra Parrocchia, mostrandosi un attento e devoto pastore di anime, che si è preso cura del suo gregge, cercando di ravvivare in ogni parrocchiano la fede nel Signore. Si è dedicato anche all’abbellimento della Chiesa appena restaurata arricchendola di un bellissimo organo, generoso dono di numerosi parrocchiani devoti.  Nel settembre 2011 ha passato il testimone a Padre Paolo Bertapelle, che possiamo dire di aver visto crescere in questa Parrocchia, in cui ha preso servizio quando era ancora diacono, qui ha ricevuto l’ordine presbiteriale e ha iniziato il suo ministero sacerdotale. Molti sono stati i vicari parrocchiali che si sono avvicendati in questi anni tutti cari ai cuori dei fedeli perché hanno saputo dare sostegno e appoggio spirituale a tutti, ricordiamo fra questi P. Vincenzo Santarella, P. Riccardo Pignatelli, P. Zuhir Nasser, P. Mario Di Pasquale, P. Giacomo Rossini, P. Pasquale.  Nell’ottobre 2017 è   passato il testimone a Padre Antonio di Tuoro, che ha subito dimostrato grande disponibilità e ampia apertura ai problemi dei parrocchiani e dei fratelli meno fortunati, infatti il tema da vivere nella Catechesi e nella liturgia dell’2017-2018 si basa proprio sullo slogan ASCOLTARE - ACCOGLIERE -  AMARE è veramente un buon inizio! Ha riunito i vari gruppi volontari contribuendo a far conoscere meglio; ha rinvigorito il Consiglio Parrocchiale dando un più ampio respiro alla Caritas. Dal 22 gennaio ha avuto inizio un importante cammino neocatecumenale con un corso di catechesi per giovani e adulti due volte la settimana. Ogni venerdì la Parrocchia si apre all’accoglienza, colazione e vestiario per i fratelli di strada. Il 1° marzo 2018 è stato festeggiato il 30° anniversario della istituzione della nostra Parrocchia e l’80° anno dalla sua inaugurazione. Il programma scelto, partendo dalla convinzione che Padre Annibale aveva della presenza di Gesù in tutte le persone povere e sofferenti, sarà particolarmente rivolto ai meno fortunati con un pranzo in chiesa per circa 150 fratelli di strada con la collaborazione dei volontari e dei parrocchiani che avrà luogo il 1° marzo alle ore 12. Nel pomeriggio, ore 17,30, è stata celebrata l’Adorazione Eucaristica e i Vespri solenni. E’ seguita, ore 18,30, la Concelebrazione Eucaristica presieduta da S. E. Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo Ausiliare Settore Est Roma. Inoltre ha completato l’importante avvenimento un Triduo di Preghiera nei giorni 2, 3, 4 marzo a cui hanno partecipato alcuni Padri Rogazionisti che sono stati Parroci nella nostra Parrocchia e altre personalità religiose con cui abbiamo vissuto e condiviso questo programma veramente ricco di avvenimenti.

 

La notizia della costruzione del nuovo orfanotrofio è riportata da “Il Giornale d’Italia” col titolo “La prima pietra dell’Orfanotrofio Antoniano al quartiere Appio” proprio il 13 giugno, quando si festeggiava S. Antonio di Padova, di cui Padre Annibale era molto devoto: “Roma si arricchisce di un nuovo grande istituto di carità. Oggi in via della Circonvallazione Appia, 66, si svolge la posa della prima pietra del tempio e dell’Orfanotrofio Antoniano Femminile diretto dalle Figlie del Divino Zelo…” Ancora il 13 giugno 1934 dà notizia dell’importante avvenimento il giornale “Dio e il prossimo”; l’articolo porta il titolo “La posa della prima pietra della nuova Chiesa dell’Orfanotrofio Antoniano Femminile in Roma”…..”facendo rilevare l’importanza delle opere istituite dal nostro venerato fondatore e implorando sull’erigendo Istituto le più copiose benedizioni celesti… ”Da “l’Osservatore Romano” del 16 giugno 1937 apprendiamo la data della benedizione delle campane all’Orfanotrofio Antoniano Femminile” diretto dalle Figlie del Divino Zelo che “…hanno voluto celebrare con la solita solennità degli altri anni la festa del grande taumaturgo….”.  Arriviamo infine al sabato 14 maggio 1938 quando su “l’Osservatore Romano” si da notizia della “Benedizione del nuovo tempio dell’Orfanotrofio Antoniano al quartiere Appio” dove si legge :” Sabato prossimo al quartiere Appio con solenne cerimonia sarà benedetto e aperto al pubblico un grandioso tempio…. al centro di un vasto fabbricato dove le Figlie del Divino Zelo hanno la loro sede generalizia ed un orfanotrofio antoniano….cominciato a costruire nel 1934 con tutti i locali di cui fa parte e che oggi può dirsi una delle più belle chiese sorte in questi ultimi anni alla periferia dell’Urbe….Il progettista e direttore dei lavori Comm. Ing. Alessandro Villa, dell’Impresa Monti, ha saputo, infatti, ideare  un armonioso insieme architettonico di sobrie linee moderne sì da raggiungere un’elegante originalità….” Ancora “l’Osservatore Romano” il 16 maggio 1938 titola “S.E. Monsignor Pasetto benedice il nuovo Orfanotrofio Antoniano al quartiere Appio”, Si legge ”…le sacre cerimonie si sono svolte con ordine perfetto…. La nova Chiesa con tutti i locali sorti con essa può dirsi un nuovo miracolo del Santo di Padova…. Poiché dalla più grande delle otto campane risonante dai duplici svettanti campanili al ricco marmoreo pavimento del tempio, tutto fu fatto per munificenza di anime generose devote di S. Antonio”. La chiesa ha tre navate: la centrale è lunga m. 58, alta m. 20, larga m. 12; quelle laterali misurano m. 50 in lunghezza , m. 7 in altezza, e m. 6 in larghezza. E’ coronata da un’ampia cupola di m. 12 di diametro, la cui sommità raggiunge i m.35.  E’ interessante ricordare che le otto campane dei due campanili hanno un nome ed una madrina che a suo tempo le offrì in dono:

1. Sacro  Cuore di  Gesù                                        Madrina  Contessa Camilla Ratti

2. Vergine Maria Immacolata                               Madrina Sig.ra  Maria Carrara

3. San Giuseppe                                                      Madrina  Sig.ra  Amelia Villa

4. San Pietro Apostolo                                           Madrina  Sig.na  Annina  Belardi

5. San Luca Evangelista                                          Madrina  Sig.ra  Ines  Villa

6. San Francesco d’Assisi                                       Madrina Sig.ra  Benilde Delfante

7.  Sant’Antonio di Padova                                    Madrina  Sig.ra Andreina Busiri

8.  Santa Rosa da Lima                                           Madrina  Sig.ra  Landini Maria

 

In questa chiesa per molti anni le suore hanno continuato a svolgere le celebrazioni in maniera privata per loro e per i loro assistiti, anche se rimaneva aperta a tutti i fedeli abitanti nella zona.

Scrivere notizie sulla nostra Parrocchia è rilassante ed anche piacevole.  Molte sono le chiese in Roma, edificate con raffinate architetture e stupende opere d’arte realizzate da illustri artisti di ogni tempo, ma la Parrocchia per noi fedeli è qualcosa di più; oltre a un luogo di preghiera e raccoglimento è un ambiente via via più familiare e rassicurante, dove si possono intrecciare rapporti di amicizia e affettività in un continuo fluire di dare e ricevere.

Oggi, 16 marzo, è una ricorrenza da non dimenticare per i Padri Rogazionisti, le Figlie del Divino Zelo e per tutti noi. Il Santo Fondatore, Annibale Maria di Francia, nel lontano 16 marzo 1878, fu consacrato sacerdote da Monsignor Giuseppe Guarino, arcivescovo di Messina, nella chiesa dello Spirito Santo. Nel ricordo di questo festoso avvenimento si rinnova nei nostri cuori la devozione per questo santo sacerdote, noto come apostolo della preghiera per le vocazioni e Padre degli orfani e dei poveri. Egli si lasciò investire dall’Amore per il Signore e illuminare dalla sua Parola, tanto che il suo cuore sacerdotale riuscì a penetrare con intensa carità fra i fratelli più poveri fino a condividere nelle loro sofferenze la Passione di Cristo. Ringraziamo con riconoscenza il Signore che ci ha voluto donare nella figura di questo Santo Sacerdote una presenza così costruttiva e viva ancora oggi, nelle istituzioni assistenziali, nelle scuole, nelle missioni, nelle parrocchie e nei seminari.

La figura di Sant’Annibale Maria di Francia conosciuto soprattutto come il Santo del Rogate, “Pregate affinché il Padrone della Messe mandi numerosi e santi operai nella sua Messe”, si è dedicato anche all’arte poetica, al giornalismo e all’editoria. A questo proposito ricordiamo il giornale “Dio e il prossimo” che lo stesso Padre ideò e ne realizzò la pubblicazione nel 1907, proseguita per molti anni con alta tiratura di copie. Sono passati oltre cento anni e la testata continua ancora il suo servizio. Egli si affidava spesso alla stampa per far conoscere e difendere la dignità dei poveri, ma anche per educare e formare i lettori “ad un genuino spirito cristiano”.  Come ricorda P. Angelo Sardone, Postulatore Generale dei Rogazionisti, nella premessa all’opuscolo “Padre Annibale oggi – Editore, giornalista e scrittore” per il nostro Santo nulla doveva andare perduto: gli avvenimenti, le lettere, le cronache, gli appunti divenivano “divini benefici” da annotare scrupolosamente e consegnare alla storia, Egli stesso raccoglieva la minuta dei suoi scritti, ne indicava l’importanza con la raccomandazione di conservare il tutto in archivio. Grazie a questa accurata raccolta di notizie sappiamo che, ormai al tramonto della sua vita terrena, Padre Annibale riuscì a realizzare il desiderio di acquistare il terreno per costruire anche a Roma un istituto per gli orfani. Infatti nell’ottobre del 1924 acquisto un locale ed un appezzamento di terreno nel quartiere Appio vicino a S. Giovanni.  Nell’attuale sede della Polizia iniziò l’Opera delle Figlie del Divino Zelo con il primo orfanotrofio, ma la posa della prima pietra di quello attuale avvenne nel 1934.