La notizia della costruzione del nuovo orfanotrofio è riportata da “Il Giornale d’Italia” col titolo “La prima pietra dell’Orfanotrofio Antoniano al quartiere Appio” proprio il 13 giugno, quando si festeggiava S. Antonio di Padova, di cui Padre Annibale era molto devoto: “Roma si arricchisce di un nuovo grande istituto di carità. Oggi in via della Circonvallazione Appia, 66, si svolge la posa della prima pietra del tempio e dell’Orfanotrofio Antoniano Femminile diretto dalle Figlie del Divino Zelo…” Ancora il 13 giugno 1934 dà notizia dell’importante avvenimento il giornale “Dio e il prossimo”; l’articolo porta il titolo “La posa della prima pietra della nuova Chiesa dell’Orfanotrofio Antoniano Femminile in Roma”…..”facendo rilevare l’importanza delle opere istituite dal nostro venerato fondatore e implorando sull’erigendo Istituto le più copiose benedizioni celesti… ”Da “l’Osservatore Romano” del 16 giugno 1937 apprendiamo la data della benedizione delle campane all’Orfanotrofio Antoniano Femminile” diretto dalle Figlie del Divino Zelo che “…hanno voluto celebrare con la solita solennità degli altri anni la festa del grande taumaturgo….”.  Arriviamo infine al sabato 14 maggio 1938 quando su “l’Osservatore Romano” si da notizia della “Benedizione del nuovo tempio dell’Orfanotrofio Antoniano al quartiere Appio” dove si legge :” Sabato prossimo al quartiere Appio con solenne cerimonia sarà benedetto e aperto al pubblico un grandioso tempio…. al centro di un vasto fabbricato dove le Figlie del Divino Zelo hanno la loro sede generalizia ed un orfanotrofio antoniano….cominciato a costruire nel 1934 con tutti i locali di cui fa parte e che oggi può dirsi una delle più belle chiese sorte in questi ultimi anni alla periferia dell’Urbe….Il progettista e direttore dei lavori Comm. Ing. Alessandro Villa, dell’Impresa Monti, ha saputo, infatti, ideare  un armonioso insieme architettonico di sobrie linee moderne sì da raggiungere un’elegante originalità….” Ancora “l’Osservatore Romano” il 16 maggio 1938 titola “S.E. Monsignor Pasetto benedice il nuovo Orfanotrofio Antoniano al quartiere Appio”, Si legge ”…le sacre cerimonie si sono svolte con ordine perfetto…. La nova Chiesa con tutti i locali sorti con essa può dirsi un nuovo miracolo del Santo di Padova…. Poiché dalla più grande delle otto campane risonante dai duplici svettanti campanili al ricco marmoreo pavimento del tempio, tutto fu fatto per munificenza di anime generose devote di S. Antonio”. La chiesa ha tre navate: la centrale è lunga m. 58, alta m. 20, larga m. 12; quelle laterali misurano m. 50 in lunghezza , m. 7 in altezza, e m. 6 in larghezza. E’ coronata da un’ampia cupola di m. 12 di diametro, la cui sommità raggiunge i m.35.  E’ interessante ricordare che le otto campane dei due campanili hanno un nome ed una madrina che a suo tempo le offrì in dono:

1. Sacro  Cuore di  Gesù                                        Madrina  Contessa Camilla Ratti

2. Vergine Maria Immacolata                               Madrina Sig.ra  Maria Carrara

3. San Giuseppe                                                      Madrina  Sig.ra  Amelia Villa

4. San Pietro Apostolo                                           Madrina  Sig.na  Annina  Belardi

5. San Luca Evangelista                                          Madrina  Sig.ra  Ines  Villa

6. San Francesco d’Assisi                                       Madrina Sig.ra  Benilde Delfante

7.  Sant’Antonio di Padova                                    Madrina  Sig.ra Andreina Busiri

8.  Santa Rosa da Lima                                           Madrina  Sig.ra  Landini Maria

 

In questa chiesa per molti anni le suore hanno continuato a svolgere le celebrazioni in maniera privata per loro e per i loro assistiti, anche se rimaneva aperta a tutti i fedeli abitanti nella zona.